TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


sabato 8 aprile 2023

Il quarto uomo. Considerazioni di un figlio

 


Questo è mio padre, Giuseppe Amico (1919-1996), durante la guerra, brigadiere dei carabinieri, prima in Albania e poi nel 1944 comandante della Stazione di Fiesole.


Questo invece è Giorgio Pasotti, protagonista del film Rai “A testa alta”, che interpretava il personaggio di mio padre, non senza qualche forzatura biografica, visto che la produzione allora non si curò di contattare la famiglia e io e mia sorella sapemmo del film vedendolo per caso in televisione.


Alla sua figura e a quella dei suoi compagni è stata ora dedicata un'opera lirica con la consulenza storica del Professor Jonathan Nelson, prestigioso accademico, oltre che amico personale, già curatore di una splendida mostra sui martiri di Fiesole.

Eppure mio padre, partigiano combattente e decorato, ebbe sempre un estremo pudore a parlare di quei fatti. Lo fece raramente, per brevi accenni e sempre parlando solo dei suoi compagni morti. Pensava di aver semplicemente fatto quello che in quel momento andava fatto. Oggi, con quel po' di esperienza portato degli anni, ho capito che il pensare di essere stato l'unico a sopravvivere a quel tragico evento, mentre tutti i suoi compagni erano morti nel fiore degli anni, gli provocasse una profonda sofferenza, come di una sorta di ingiustizia non voluta ma subita.