TIRANNIDE indistintamente appellare si debbe ogni qualunque governo, in cui chi è preposto alla esecuzion delle leggi, può farle, distruggerle, infrangerle, interpretarle, impedirle, sospenderle; od anche soltanto deluderle, con sicurezza d'impunità. E quindi, o questo infrangi-legge sia ereditario, o sia elettivo; usurpatore, o legittimo; buono, o tristo; uno, o molti; a ogni modo, chiunque ha una forza effettiva, che basti a ciò fare, è tiranno; ogni società, che lo ammette, è tirannide; ogni popolo, che lo sopporta, è schiavo.

Vittorio Alfieri
(1790)


mercoledì 13 marzo 2019

La Rafanhauda, voueis de la gent dou Nouvèl Briançounés



La Rafanhauda, voueis de la gent dou Nouvèl Briançounés

E' disponibile il numero 12 de La Rafanhauda

Oltre all'editoriale di Alessandro Strano (una riflessione sulla guerra a partire dal centenario della prima guerra mondiale) e a due poesie di Daniele Ponsero, si può trovare nella rivista la presentazione di un atto notarile del 1661 che permette di approfondire la conoscenza del territorio di Chaumont nel XVII secolo.
Seguono un articolo di angelo Bonnet che ricostruisce le vicende partigiane di Luigi Borrana, giovane resistente fucilato dai tedeschi nell'agosto 1944 e un interessante reportage di Gianpiero Audisio su la savate “arte marziale occitana”.
Completano il numero due studi linguistici: il primo di Valerio Coletto sull'insolito termine “la chilacco”, l'altro di Alessandro Strano sulle Interferenze dell'italiano sull'occitano cisalpino.

Per informazioni e richieste: larafanhauda@gmail.com